Golden Warrior 11 3 2018 Arezzo
Sì è conclusa con un successo l'edizione di sport da combattimento targata IKTA.
Un’appuntamento aperto da una serie di incontri a “contatto leggero”, nei quali l’arbitro della serata Ivan Anastasiha provveduto a mantenere i fighters impegnati entro i limiti previsti del particolare regolamento di questa specialità
Il culmine della riunione è arrivato quando nella gabbia sono entrati i professionisti, per questa prima edizione della “Golden Warrior”, cintura assegnata nell’ultimo combattimento prima del titolo italiano. Ed è proprio nel match fra Alessio Crescentini e Rukshan Emaduwa, per la categoria 74 Kg, che il livello dello spettacolo si è innalzato. Non più Light Contact, ma un vero duro combattimento di 5 round, al termine del quale è stato Crescentini ad aggiudicarsi la cintura. Un incontro che Crescentini ha vinto con un margine, su cartellini dei giudici, che è parso minore di quanto realmente visto dentro la gabbia, nella quale da metà combattimento di avanti la superiorità mostrata sembrava molto più netta.

La serata ha visto anche l’elezione di Miss Ring Toscana 2018, fra le quattro pretendenti che hanno sfilato intorno alla gabbia indossando diversi capi forniti da SpazioLibero, acconciate con la consueta professionalità da Stile Mino. La vincitrice della serata, Aurora, ha portato nella gabbia la cintura che è poi stata vinta da Lino Rodio nell’incontro clou della serata, e parteciperà al concorso nazionale che andrà in scena a Roma.
Moltissimi gli incontri a contatto leggero si sono alternati nel pomeriggio nelle regole della Kick boxing Light,

Desafios Estaduais 1- Vitória de Kevin rosários (equipe sede ) por pontos contra manuel costa 2- vitória de Patrick santos ( Equipe Showtime) por pontos contra joshua 3- vitória de Fabiana ( Equipe Força fight ) por pontos contra Eliza Santa'anna 4-vitoria de ellison ( Equipe Vitória fighter) por pontos contra Anderson 5- vitória de Túlio marcos ( Equipe Dragões) por pontos contra Petrus Lords 6- vitória de Salomão Blade ( Equipe Vitória fighter) por pontos contra Maurício DESAFIO INTERNACIONAL BRASILXMEXICO 7-Vitória de Cristian ramos (mexico) por nocaute contra George (Brasil) 8- Vitória de triburon (Mexico) por nocaute técnico contra weligton "muja" (Brasil) DEFESA DO TÍTULO LATINO-AMERICANO 9- Vitória do atual campeão Renato lima (Equipe Vitória fighter-Brasil) por decisão unânime contra Eduardo Santos ( Mexico ) DEFESA DO TÍTULO LATINO-AMERICANO 10- Vitória do atual campeão Jonas Coelho ( Equipe Vitória fighter-Brasil ) por nocaute contra Mamba ( México) TÍTULO MUNDIAL 11- Vitória de Amilcar da Fonseca ( Equipe Vitória Fighter-Brasil ) por decisão unânime contra Rúben "romano" (México)

COPPA ITALIA 25 Aprile 2016.

Un grande successo. 

Con un clima di serenità e professionalità si è svolta la manifestazione Campana a Sarno.

120 Atleti nelle varie discipline 

light,semi,kick e free punch light.

I meriti di questa bellissima manifestazione vanno al Maestro Nino Daulisio e ikta Campania.

Grande successo per la Coppa del Mediterraneo a Ginosa"Puglia" il 17 Aprile 2016

300 Atleti si sono dati battaglia per conquistare la cintura di Campione.

Una organizzazione impeccabile merito del Presente Regionale Sportelli Gianpiero e del Maestro Francesco Gentile. 

Spartan fight

Domenica 20 marzo 2016 

Tecchiena - Frosinone

Il team Nicosia con l'atleta di punta Stefano Maggi 

Sì laurea Campione Europeo classe B

Di MMA Cat 70 kg

Vincendo al 3 round per ground pound.

I complimenti da tutto lo staff IKTA.

 

Dal sito de "La Stampa" riportiamo i consigli alle donne per difendersi in caso di aggressione violenta

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Agressioni agli operatori sanitari. Come difendersi.

Un percorso formativo realizzato dall'Associazione sportiva KMP, inserito e accreditato dall’Asl 2 Savonese. Obiettivo: prevenire gli atti di violenza contro medici e infermieri attraverso la conoscenza di tecniche e comportamenti atti ad allontanare da sé azioni aggressive e di ridurre o arginare le situazioni potenzialmente di rischio.

 

Di seguito pubblichiamo un articolo tratto da "Quotidiano Sanità". Illustra dati e statistiche  riguardo alle aggressioni ai danni di operatori sanitari, medici ed infermieri. Con il krav maga si insegna a gestire la tensione e l'eventuale scontro.

 

25 GEN - Il National Institute of  Occupational Safety and Health (NIOSH) definisce la violenza nel posto di lavoro come: “ogni aggressione fisica, comportamento minaccioso o abuso verbale che si verifica nel posto di lavoro”.
 
Dall'analisi della letteratura emerge, in maniera preoccupante, la dimensione del fenomeno, che rimane comunque tendenzialmente sottostimato a causa della scarsa propensione a denunciare gli episodi di violenza da parte degli infermieri (Anderson, 2002; Ferns, 2006; Lewis et al., 2007).
Uno studio americano dell’Emergency Nurses Association (ENA) dimostra che più della metà degli infermieri dei dipartimenti di emergenza sono vittime di violenza, e ancora una ricerca spagnola pubblicata sull’International Journal of Occupational and Environmental Health, dimostra che gli eventi di violenza avvengono più frequentemente nelle aree di emergenza-urgenza, strutture psichiatriche ospedaliere e territoriali, nelle sale di attesa, medicina e servizi di continuità assistenziale.
 
In queste aree, dove le complessità assistenziali sono spesso critiche, le aggressioni fisiche, nell’anno 2009, hanno raggiunto rispettivamente il 48% e il 27 % degli operatori; gli insulti sono risultati invece praticamente ubiquitari, avendo coinvolto rispettivamente l’82% e il 64% degli operatori, e percentuali più o meno simili si trovano per le minacce. Queste ultime sono risultate molto elevate anche nei reparti chirurgici. Questo dato è giustificato dal fatto che in questi contesti , gli infermieri hanno una maggiore esposizione essendo più tempo a contatto con pazienti e parenti.

 

 
È interessante notare che circa l’85 % delle aggressioni è perpetrato dagli stessi pazienti: un quarto di essi, circa, risulta essere affetto da disturbi psichici e circa il 6% è sotto l’influsso di droghe.
 
Nel 2013 Nursind ha avviato una campagna permanente sul territorio nazionale contro le aggressioni al personale sanitario. L’incremento degli atti di violenza viene principalmente adibito ad aumento dei pazienti con disturbi psichiatrici, maggior consumo di sostanze alcoliche e stupefacenti, limitazione delle fasce orarie per visita parenti, mancanza e/o riduzione di personale, scarsa illuminazione  e assenza di apparecchiature di videosorveglianza nelle aree adibite a parcheggio.
 
A questi emerge un dato importante che evidenzia la mancanza di formazione specifica agli operatori  del comparto sanitario nel riconoscere e prevenire comportamenti aggressivi ed ostili.
Si evidenziano rischi relativi ad aspetti di natura psico-organizzativa  (ISPESL, 2007) ed il Ministero della Salute (2008) tra gli eventi sentinella rileva atti di “violenza ad operatori all’interno di strutture sanitarie, attuata da pazienti, parenti o accompagnatori con esiti talvolta anche gravi”.
Nel Novembre 2007, i dati rilevano un aumento di comportamenti violenti verso medici ed infermieri in quanto a stretto contatto con  pazienti e parenti; nello stesso anno il Ministero della Salute emana una raccomandazione  che cita: “Gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari costituiscono eventi sentinella che richiedono la messa in atto di opportune iniziative di protezione e prevenzione”.
 
Nel 2012 il danno economico allo Stato per traumi fisici agli operatori sanitari è stato calcolato in 278.118 giornate di infortunio corrispondenti a 30.593.087 euro, rappresentando il 22% degli infortuni totali denunciati all'INAIL in quell'anno.
 
In Italia, attraverso un esplicito rimando all’interno dell’art. 28 del D.Lgs 81/08, ciascuna struttura sanitaria dovrebbe elaborare ed implementare un programma di prevenzione della violenza, le cui finalità sono di diffondere una politica di tolleranza zero verso atti di violenza, fisica o verbale nei servizi sanitari e assicurarsi che operatori, pazienti, visitatori siano a conoscenza di tale politica, incoraggiando il personale a segnalare prontamente gli episodi subiti e a suggerire le misure per ridurre o eliminare i rischi.
 
Nell’ Agosto 2013 nasce l'associazione sportiva A.S.D Krav Maga Parabellum dal desiderio dei due fondatori, Il Maestro 
Giuseppe Calà  scomparso prematuramente il 17 Gennaio 2015 e l’attuale Presidente Davide Carosa Istruttore di Krav Maga e infermiere presso l’Ospedale S. Corona di Pietra Ligure (SV).
 
Tra gli obiettivi dell’associazione c’è quello di combattere tutti quei fenomeni che attanagliano la società con relativo disagio psico-fisico: come il bullismo, lo stalking, il mobbing e le violenze in ambito domestico e lavorativo, con la finalità di promuovere e tutelare la salute attraverso l’ insegnamento e la divulgazione delle arti marziali e della difesa personale, fondate sul rispetto e la consapevolezza del proprio corpo e delle persone che ci sono vicine.
 
La K.M.P è costituita da un team di maestri;, istruttori e collaboratori con formazione specifica sia in campo sportivo, educativo, psicologico e giuridico, in modo da fornire gli strumenti adeguati alle varie tipologie di violenze verbali, fisiche e psicologiche  in cui potrebbe incorrere l’ operatore sanitario.
 
Ad oggi l’associazione K.M.P. ha ideato e realizzato due progetti:
 
Araba Fenice: La fenice è un uccello mitologico noto per la caratteristica di   rinascere dalle proprie ceneri. Una persona che ha subito un atto ostile spesso riporta postumi fisici e manifesta uno shock emotivo, che porta a chiudersi in sé stessi o peggio a stati di ansia. Il percorso dopo un’aggressione è paragonato alla rinascita, a una rinnovata fiducia in se stessi, combattendo paure legate al proprio lavoro nello stesso ambito dove è avvenuta la violenza. Le aggressioni in campo sanitario comportano un impiego di energie fisiche, mentali ed economiche, dovute ai giorni di malattia degli operatori e dalla temporanea sostituzione dell’organico mancante, oltre al coinvolgimento di altre figure sanitarie designate alla cura e al supporto psicologico.
Questo percorso si occupa di prevenire gli atti di violenza contro medici e infermieri attraverso la conoscenza di tecniche e comportamenti atti ad allontanare da sé azioni aggressive e di ridurre o arginare le situazioni potenzialmente di rischio, in linea con quanto dichiarato dalla raccomandazione del Ministero della Salute del 2007.
 
Da alcuni anni, questa proposta è stata accolta; inserita e accreditata dall' ASL2 Savonese.
Ha interessato per ogni sua edizione circa trenta Operatori tra infermieri e medici di vari servizi ospedalieri in particolare: Pronto soccorso;118;reparti psichiatrici e personale sanitario che svolge attività nelle carceri.
 
Vivi il tuo Futuro: sottoposto nell’Agosto 2015 al provveditorato agli studi di Savona e inserito come possibile programma formativo per gli istituti secondari di primo e secondo grado (www.istruzionesavona.it).
 
Lo scorso Novembre si è concluso il primo corso svoltosi presso l’Istituto Mazzini – Ramella  di Loano (SV).
 
Questo progetto è stato patrocinato in forma non onerosa dal Comune Loanese ed ha interessato circa 120 alunni di 5 classi pilota suddivise in seconde e terze medie.
I temi trattati sono stati molti in particolare il consumo di alcol in età giovanile
e fenomeni in crescita tra gli adolescenti come il bullismo e le violenze domestiche.
 
I progetti attuali e futuri sono proposti in stretta collaborazione con il Comitato Provinciale CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale) di Savona e registrati alla SIAE di Roma.
Tutti i partecipanti al termine dei corsi  riceveranno un attestato di partecipazione firmato dal Presidente  Nazionale CSEN Cav. Francesco Proietti.
 
A partire dal 2 febbraio 2016 verranno estesi incontri in tutta la Regione Liguria con il patrocinio dei Collegi IPASVI liguri, al fine di formare gli operatori sanitari.
 
Michela Barisone
RN,BSN, MSN, PhD Student. Dipartimento di Emergenza-Urgenza. Sala di Cardiologia Interventistica. Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Università degli Studi di Genova.
 
Davide Carosa
Presidente e Istruttore A.S.D. Krav Maga Parabellum ,Addetto ai Servizi di Controllo Ministero Dell’Interno ( DM 06/10/2009) Infermiere , Dipartimento testa-collo ,Sala operatoria di Neurochirurgia, Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure
 
Lara Costa
Infermiera, Dipartimento di Emergenza-Urgenza, UTIC Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure
 
 
Bibliografia
 
Deans C.,2004. The Effectiveness of a trianing program for emergency departement nurses in managing violent situations. J. Adv. Nurs. 21(4),17-22
 
Anderson L, Fizgerald, M. Luck, 2010. An integrative literature review of interventions to reduce violence against emergency departement nurses. J. Clin. Nurs. 19 (17-18), 2520-2530.
 
Beech B, Leather P, 2006. Workplace violence in the health care sector: a review of staff training and integration of training evaluation models. Aggress. Violent Behav.11(1),27-43
 
Indagine sulle aggressioni al personale sanitario. Centro Studio NURSIND, 2013
 
Injuries and Illnesses, 2000. Washington, 2. DC: DOL, 2001.
 
The Joint Commission: Sentinel Event Statistics: December 31, 2006 - Type of Sentinel Event. http://www.jointcommission.org/SentinelEvents/Statistics/
 
Dati INAIL, Andamento degli infortuni sul lavoro. Numero 1, gennaio 2007.
 
National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH): Violence – Occupational Hazard in Hospitals. April 2002. www.cdc.gov/niosh
 
Occupational Safety and Health Administration (OSHA): Guidelines for Preventing Workplace Violence for Health Care & Social Service Workers. OSHA 3148-01R. U.S. Department of Labor, 2004. http://www.osha.gov/Publications/osha3148.pdf
 
International Labour Office, International Council of Nurses, World Health Organisation, Public Services International - Joint Programme on Workplace Violence in the Health Sector: Framework Guidelines for addressing Workplace Violence in the Health Sector. Geneva 2002.
 
http://www.istruzionesavona.it

Mondo e Marziale. Presto online le news relative al mondo delle arti marziali!

 

 

 

Il piglio di tutti i genitori, quale sport far praticare ai propri bambini? Provate a considerare qualcosa di diverso dai soliti calcio o nuoto, provate un’arte marziale. Ce ne sono tante tra le quali scegliere, tutte con benefici e di sicuro interesse per i bambini. A volte a tenere lontani i genitori dagli sport marziali è la paura che ci si faccia male o la violenza dello sport. Nulla di più sbagliato. Partendo dal fatto che ogni sport ha il suo “possibile” risvolto infortunistico,  la maggior parte di queste discipline insegna proprio il contrario: le tecniche, quindi la riflessione, l’impegno,  il rispetto, la disciplina e l’autocontrollo, non calci e pugni a go-go. Se vogliamo scegliere  le più soft, ecco  il  Judo, Karate, Ju-jitsu, e Taekwondo, attività che si possono cominciare dai 10 anni sia per i maschi che per le per le femmine. Le arti marziali permettono al corpo a svilupparsi in maniera sana ed equilibrata, non sollecitando troppo la schiena e  rinforzando la muscolatura e le articolazioni, favorendo la loro elasticità. Il corpo si muove con naturalezza, non sottoponendo a sforzi o tensioni solo una parte specifica come avviene in altri sport. Questi sport a volte hanno un riscontro che si profila sotto l’aspetto psicologico. Infatti, spesso i giovani praticanti delle arti marziali traggono dei benefici a livello di capacità di concentrazione o autocontrollo, elementi psichici molto rilevanti nella società attuale che , alla luce di recenti e purtroppo frequenti episodi di bullismo, richiede ai bambini capacità di controllo e stabilità emotiva che sono utili nel contesto soprattutto scolastico.  Per vincere in questi sport, occorre molto rigore, molta autodisciplina, e capacità di sacrificio. Si impara a  prendere decisioni veloci, tenendo in considerazione l’avversario, gestendo quindi l’autocontrollo e  la precisione. Da queste considerazioni dunque la scelta ai genitori della giusta attività o arte marziale da praticare. Un consiglio da genitori ed appassionati: scegliete lo sport8 In questo caso arti marziali)  per vostro figlio partendo dalla componente psicologica. Nessuno come voi conosce gli aspetti del carattere del bambino. Ci sono bimbi più pacati e riflessivi e bimbi che hanno bisogno di esternare la loro fisicità. Parlatene con il maestro, confrontatevi , e se possibile provate più discipline. Siate sicuri che se correttamente indirizzati i vostri figli ameranno le arti marziali, voi sarete tranquilli e contribuirete a formare un persona equilibrata ed emotivamente forte. E ricordiamolo, sono sport ottimi anche per le bambine per i motivi di cui sopra… Perché non provare?